festival sette parole

“I giovani vedranno attraverso il mio esempio che anche dal nulla può nascere qualcosa: ciò che sono è solo opera della più pressante necessità”

F.J.Haydn

Il progetto

L’idea che ha guidato la nascita e la crescita di Festival Sette Parole è stata quella di proporre un’alternativa più accessibile all’ascolto della musica classica che rimane nell’immaginario comune, musica elitaria, intellettuale e ‘troppo colta’.

Abbiamo immaginato un festival che come obiettivo fondamentale si ponesse quello di riuscire a parlare con lo spettatore in maniera più libera e lontana da stereotipi.

Ecco quindi che oltre ai concerti, abbiamo riempito il nostro spazio con aperitivi, prove aperte e guide all’ascolto.

Gli artisti 2023

Giorgia Lenzo

Giorgia Lenzo

Diplomata col massimo dei voti a Torino prima in violino e poi in viola, nutre curiosità e dedizione verso diverse ramificazioni musicali. Durante il periodo di studi ha potuto ricoprire il ruolo di violino solista nell’opera “Pollicino” di H.W.Henze presso il Teatro Regio di Torino…

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Hector Cámara Ruiz

Hector Cámara Ruiz

Hector è nato a Madrid nel 1996 e dal 2014 fino al 2018 ha frequentato il Bachelor di viola presso la prestigiosa Escuela Superior de Música Reina Sofía della sua città nella classe di Diemut Poppen …

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Sara Mazzarotto

Sara Mazzarotto

Nata a Venezia nel 1997, Sara Mazzarotto studia presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova nella classe di violino di Sonig Tchakerian, dove si diploma diciottenne con il massimo dei voti cum laude. Prosegue i propri studi …

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Enrico Filippo Maligno

Enrico Filippo Maligno

Enrico Filippo si diploma nel 2008 al Conservatorio di Vicenza con il massimo dei voti e la lode. Si perfeziona durante gli anni del conservatorio con Marco Rogliano …

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Laura Moinian

Laura Moinian

Nata in una famiglia di musicisti, Laura si è esibita per la prima volta alletà di sei anni. A dodici anni intraprende il suo percorso di studi presso lUniversität der Künste a Berlino. Negli anni ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali e ha preso parte a corsi …
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Silvia D’anzelmo

Silvia D’anzelmo

Silvia D’Anzelmo è musicologa, pianista e critica musicale. È responsabile progetti e insegnante di pianoforte per la scuola di musica A.R.S Arte Ricerca Sperimentazione. Ha collaborato con l’Istituzione Universitaria dei Concerti come responsabile dei programmi di sala e della comunicazione social…

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I luoghi

Chiesa della Nunziatina

Tra i vicoli, dietro al magnifico Duomo di Todi, si nasconde la Chiesa della Nunziatina, così soprannominata in quanto sede della Confraternita della SS. Annunziata. Grazie ai lasciti elargiti dal Vescovo Angelo Cesi, da Francesco degli Atti e da altri benefattori, furono acquistate alcune case dei Carocci, adiacenti al Palazzo Landi-Corradi, detto del Vignola e nel 1609 furono avviati i lavori di costruzione della nuova Chiesa. Da fuori, la facciata intonacata non suggerisce nulla di straordinario ma appena varcato il portone, si rimane sbalorditi dalla ricchezza di affreschi e tele. Inaugurata nel 1613, la chiesa ospita opere di artisti barocchi locali tra i quali Andrea Polinori.

Nel 1699 un incendio distrusse il soffitto a cassettoni, decorato con rosoni intagliati e dorati, e parte degli affreschi. Il Vescovo Giuseppe Pianetti fece ricostruire il tetto e commissionò al pittore Paolo Barla la decorazione ad affresco della volta per completare i lavori di restauro della Chiesa dopo il rogo.
Il soggetto che egli prescelse per la scena centrale non è quello che ci si aspetterebbe in una Chiesa dedicata all’Annunziata, ovvero L’Annunciazione, bensì il momento precedente ad essa.

Il pittore raffigurò Dio Padre nell’atto di consegnare il giglio all’Arcangelo Gabriele, lo stesso giglio che egli porgerà alla Vergine.

Palazzo del Vignola

Il Palazzo Landi Corradi, o del Vignola, è situato a fianco della Chiesa della Nunziatina. L’edificio fu acquistato nel 1712 dal Vescovo Filippo Antonio Gualtieri per trasferirvi la sede arcivescovile. In seguito, per l’ampliamento del palazzo, furono comprate alcune case adiacenti della famiglia Cherubini e furono poi collegati i locali della sede arcivescovile con la Chiesa della Nunziatina.

Il nome del palazzo deriva dall’attribuzione di un portale e di una corte interna all’architetto Jacopo Barozzi da Vignola, comunemente detto il Vignola, che venne a Todi per seguire la costruzione della Consolazione.

Il seminario è stato poi dismesso nel 1959 e da quel momento l’edificio ha iniziato a ospitare manifestazioni, convegni e mostre.
Il 25 aprile 1982 un gravissimo incendio nel palazzo ha causato distruzione e 35 morti: a perdere la vita nel rogo sono stati molti antiquari, standisti e visitatori. A ricordo delle vittime è stata posta una lapide commemorativa sulla facciata del palazzo.

Dopo un lungo restauro, il Palazzo del Vignola è stato riaperto nel 1993. La sua funzione è tornata a essere quella di fulcro delle attività culturali di Todi ospitando mostre e manifestazioni culturali e anche concerti ed eventi per il grande pubblico.

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Sostenere un progetto culturale come il Festival Sette Parole non significa solo contribuire economicamente alla realizzazione di un evento. Molti artisti, soprattutto giovani, vanno costantemente incontro a difficoltà come trovare lo spazio giusto dove potersi esprimere, all’avere un pubblico che apprezzi la loro creatività e soprattutto a condividerla.

Abbiamo voglia di continuare a realizzare il progetto e speriamo in futuro di poterlo sviluppare maggiormente con nuove attività e proposte.

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